L’espressione è di Tacito ed in tanti l’hanno richiamata. Con
tutta la buona volontà di rintracciare uno straccio di
razionalità, davanti alle scene di distruzione e di
annientamento di Gaza e della Ucraina, rimaniamo senza parole.
Quelle stesse che dovrebbero servire ad esporre le ragioni della
pace necessaria, la cui perdita o solamente la minaccia di
perderla, rende giorno e notte infelice il pensiero del futuro.
Abituati poi a non pensare alla guerra ed all’annientamento
della speranza.
Eppure, per trovare comunque un sentiero che ci riporti ad uno
stato di pace, tutti cercano di creare uno scenario di guerra
che almeno comporti il clima della deterrenza. Una volta ha
funzionato in qualche modo, potrebbe funzionare di nuovo, ma con
rischi aumentati perché poco nutrito dai buoni propositi di
agevolare un cammino verso la civiltà del bene comune.