La Nota di Franco Petramala

Nella palla di vetro di Franco Petramala

Nella palla di vetro (Biden Draghi Gentiloni De Gasperi)

di Franco Petramala

Biden giungerà in Europa alla fine di questa settimana e terrà incontri per almeno 7 giorni: si attendono novità dalla politica estera degli Stati Uniti. Rintanata dall’epoca di Clinton, si presume che allerterà i Paesi europei, in particolare quelli tradizionalmente alleati, per rilanciare la Nato e le politiche di espansione della economia, oggi ridimensionata da quella cinese e dalla corsa agli investimenti occidentali in quel Paese.

1)    Naturalmente indicherà il rinnovamento del Patto Nato e confermerà quello che in Europa e in Italia è passata come la politica estera degasperiana.

2)    Il recupero di presenza in Africa dell’Europa e dell’occidente sarà inevitabile, sperabilmente differente da quella trascorsa dei Paesi coloniali (Francia Inghilterra, Olanda e Belgio in testa), in reazione alla accresciuta, oltre misura, della  influenza cinese.

3)    Chiarimento con la Turchia oggi in posizione sospetta nella Nato, provocatoriamente equidistante o perfino filoRussa, di volta in volta perseguendo obiettivi imperialistici in memoria dell’Impero ottomano, dal Magreb al Medio oriente. Tra l’altro Biden arriva con un armistizio che appare solido in Palestina e con un nuovo governo israeliano.

4)    L’Italia riacquisterebbe il valore di frontiera con gli stati ad oriente. Pur non avendo la stessa funzione del dopo Yalta, comunque il Paese mediterraneo per eccellenza tornerebbe a rivestire importanza strategica politica e psicologica con il ristabilimento di rapporti più proficui nei territori nordafricani e libici, dovendosi considerare la fase politica internazionale di oggi, mutatis mutandis, una nuova Yalta.

5)    Biden mostra di essere nel vivo del suo primo ed “unico” mandato presidenziale; così gli Stati Uniti pretenderanno una Europa più coesa e intelligente nell’articolare le intese comunitarie e guidata da un uomo, di cui gli Stati Uniti e gli altri Europei appaiono fidarsi, e cioè Mario Draghi. Questi non potrà essere che il candidato alla Presidenza della Commissione Europea e non già a quella di Presidente della Repubblica Italiana. Membro per l’Economia nella Commissione Europea è Paolo Gentiloni ed è egli che potrebbe succedere a Mattarella, come ho convenuto con un amico.

6)    Ma chi in Italia dovrà gestire questo meccanismo del nuovo processo internazionale, con tante pulegge dentate? Al solito è abbastanza definibile l’affidabilità della previsione in Germania (rivince la CDU in Sassonia), Francia Olanda Inghilterra, Spagna (riconfermata la centralità del partito popolare), ma non in Italia. L’unico elemento prevedibile è l’aspettativa dell’America di non avere qui forti turbolenze, nel clima di attualizzazione delle intese degasperiane.

Tendenzialmente pare che il così detto Centro destra sia in vantaggio nell’assumere ruoli, anche perché il PD è tuttora nelle panie e nelle ragnatele dell’equivoco di una sorta convenzione di mutuo soccorso fra classi dirigenti sull’orlo costante del collasso, senza una sociologia autenticamente ispirata che sorreggesse quella scelta affrettata. Ripensare quella scelta sarebbe una svolta per risistemare l’intero quadro politico parlamentare.  

7)    Tuttavia la forte caratterizzazione di destra del Centro Destra, vista la crisi di Forza Italia, lo stentato movimentismo di Renzi e Calenda, la indecifrabilità dei 5Stelle entrati nel panico del rinnovo del Parlamento, induce a ritenere che il lavoro politico per consolidare il ruolo dell’Italia in quel quadro internazionale, sarà molto laborioso a meno che non si ristabilisca un punto di convergenza delle porzioni cattolico democratiche e, appunto De Gasperiane; il Paese avrebbe una offerta politica complessiva opposta alla drammaticità dell’alternativa Centro-destra  e Centro sinistra. Non è valutabile il ruolo di Conte.

8)    Strategica sarà la legge elettorale: se decisamente proporzionale si confermerebbero identità culturali e sociologie, fra cui quella del movimento dei cattolici democratici a cui si deve la influenza nella società politica ed economica dell’Italia più dinamica e di prospettiva.

 

Franco Petramala