Nulla, o quasi, da vedere con l’affresco del film di Tarkowski.
Invece sì nel gusto dialettico di alcuni protagonisti della
politica attuale come Romano Prodi.
Sarebbe superfluo cioè il ricorso alla Intelligenza Artificiale
riparando il grave errore di fondere la “Margherita” nel Partito
Democratico per una azione politica progressista. Con l’effetto
di incoraggiare i moderati tradizionali, ma cattolici popolari e
democratici, a cercare in casa d’altri ospitalità e benevolenza
sussiegosa.
Ci si augura di trovare qualcuno che federi personalità o
cespugli del mondo cattolico democratico tuttora disperso in una
diaspora senza senso e ideologica.
Cosa che in nessun altro Paese Europeo è avvenuto dopo il 1989
ed in Italia dopo il 1993. Non in Germania, non in Spagna né in
Portogallo, oso dire nemmeno nella irrequieta Francia, né in
Olanda né in Belgio.
Solamente in Italia, invece di un aggiornamento del programma
politico da ricalibrare, si decise di smontare un Partito, per
la soddisfazione delle classi dirigenti, certamente non del
popolo democratico cristiano, naturalmente disperdendolo e
ponendo le premesse per l’annientamento delle appartenenze dopo
80 anni delle lotte sturziane.
Sono contento che più o meno a tali conclusioni sia giunto
Romano Prodi a cui mi lega affetto e stima personale da tempo
immemore.
Il “Campo largo” non sarebbe male se lo riferissimo ad un
progetto ispirato al popolarismo dei cattolici democratici, a
tutti, suggerendo un programma politico condivisibile, senza la
ossessione d’essere maggioritario o meno.
Alla personalizzazione si sostituirebbe la ricerca dei contenuti
di un pensiero politico manifesto che nel proscenio del paese
non c’è, neanche come l’esito dell’eco del Coro composto da un
popolo silente perché rassegnato.