Veglia e dormiveglia, poi il sonno! - di Franco Petramala

il Fondino del 13 ottobre 2024

Veglia e dormiveglia, poi il sonno!

Franco Petramala

Di questa stagione il mondo, ma vivo in Italia e quindi l’Italia, utilizza il suo tempo nella veglia angosciata dal quotidiano sopravvivere. Poi l’abbandono al dormiveglia per nutrire discriminazioni e insensibilità alle guerre, il cinismo, le paure, la negazione del senso religioso della vita. Poi il sonno!

Me ne hanno dato ragione gli interventi fin qui pubblicati di Aloise, Brenner, Misasi, Leporace, Sirimarco, Siciliano avendo riflettuto sul rapporto, in declino, fra la parola e l’oggetto che essa indica, mostrandosi le sconnessioni fra il pensiero collettivo e l’azione: amalgama caotico che riduce assai la relazione della ragione con la volontà.

È abbandono al dormiveglia della materialità del vivere, gestita dalla virtualità dilagante che la governa. Cocciutamente soddisfatti come lo smaniare per una donna o un uomo che non è il nostro tipo, come da una immagine di Sartre.

Tramontato l’hegelismo e la dialettica degli opposti, il mondo non respira più. Prevale l’impostura di un altro sonno dogmatico che nega la dialettica fra uguali e diseguali e l’avvenire affoga nelle credenze di una “nuova scienza” dove una parola vale l’altra perché una cosa vale l’altra, come una frase costruita da una macchina vale l’altra.

Siamo alla soluzione dei Pronto Soccorso, difendiamo i confini del Paese dall’approdo ai natanti pieni di poveri cristi, fare il Ponte è bello, siamo sulla buona strada. Parole non corrispondenti a cose che esistono.

Esiste invece che per una Cardio Tac, per esempio a Cosenza, un paziente deve aspettare 2 anni buoni e che si può morire per negligenza e inefficienza di sistema, votati alla ubbidienza cieca al destino cinico e baro!

I cittadini in sonno, rassegnati. In Calabria si perdono investimenti come quelli di Baker Hughes? Spesso mi sovviene che se ti avvicini allo schiavo per liberarlo dalle catene, le difende tenacemente perché pensa che gliele vuoi rubare!    

Franco Petramala