Di questa stagione il mondo, ma vivo in Italia e quindi
l’Italia, utilizza il suo tempo nella veglia angosciata dal
quotidiano sopravvivere. Poi l’abbandono al dormiveglia per
nutrire discriminazioni e insensibilità alle guerre, il cinismo,
le paure, la negazione del senso religioso della vita. Poi il
sonno!
Me ne hanno dato ragione gli interventi fin qui pubblicati di
Aloise, Brenner, Misasi, Leporace, Sirimarco, Siciliano avendo
riflettuto sul rapporto, in declino, fra la parola e l’oggetto
che essa indica, mostrandosi le sconnessioni fra il pensiero
collettivo e l’azione: amalgama caotico che riduce assai la
relazione della ragione con la volontà.
È abbandono al dormiveglia della materialità del vivere, gestita
dalla virtualità dilagante che la governa. Cocciutamente
soddisfatti come lo smaniare per una donna o un uomo che non è
il nostro tipo, come da una immagine di Sartre.
Tramontato l’hegelismo e la dialettica degli opposti, il mondo
non respira più. Prevale l’impostura di un altro sonno dogmatico
che nega la dialettica fra uguali e diseguali e l’avvenire
affoga nelle credenze di una “nuova scienza” dove una parola
vale l’altra perché una cosa vale l’altra, come una frase
costruita da una macchina vale l’altra.
Siamo alla soluzione dei Pronto Soccorso, difendiamo i confini
del Paese dall’approdo ai natanti pieni di poveri cristi, fare
il Ponte è bello, siamo sulla buona strada. Parole non
corrispondenti a cose che esistono.
Esiste invece che per una Cardio Tac, per esempio a Cosenza, un
paziente deve aspettare 2 anni buoni e che si può morire per
negligenza e inefficienza di sistema, votati alla ubbidienza
cieca al destino cinico e baro!
I cittadini in sonno, rassegnati. In Calabria si perdono
investimenti come quelli di Baker Hughes? Spesso mi sovviene che
se ti avvicini allo schiavo per liberarlo dalle catene, le
difende tenacemente perché pensa che gliele vuoi rubare!