L'Italia riapre l'ambasciata in Siria - di Franco Petramala

il Fondino del 2 dicembre 2024

L'Italia riapre l'ambasciata in Siria

di Franco Petramala

Siamo a luglio 2024 e l’Italia lo fa a Damasco in via Ata Al Ayubi dopo più di dieci anni di interruzione delle relazioni. In autonomia rispetto alle altre Nazioni europee ma con l’intesa con Austria, Grecia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Cipro e Croazia.

L’iniziativa di Tajani, Ministro degli Esteri, era stata proposta alla Ue il 22 luglio sempre del 2024 al Consiglio Esteri a Bruxelles dove la questione sembra essere stata ascoltata con sufficienza. Oltre che dalla Ue è improbabile che l’iniziativa diplomatica, annunciata da Tajani, sia stata apprezzata da Usa, dalla Gran Bretagna, Francia e Germania (tre delle nazioni che hanno negli anni scorsi bombardato la Siria), oggi più che mai ostili al regime di Assad anche perché alleato di ferro della Russia. 

In verità ed in precedenza l’11 marzo 2010 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano aveva conferito al presidente siriano Bashar al-Assad l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone al merito della Repubblica Italiana: onorificenza poi ritirata nel 2012.

L’8 dicembre scorso Assad si rifugia in Russia e a Damasco vengono perquisite dagli insorti le sedi diplomatiche degli Stati esteri aperte, compresa quella italiana gestita dall’Ambasciatore Stefano Ravagnan.

A me Tajani, per la sua espressione da smarrito innocente è simpatico…...

di Franco Petramala