Napolitano contro Solženicyn - di Giuseppe Aloise

il Fondino del 26 settembre 2023

 

Napolitano contro Solženicyn

di Giuseppe Aloise

L’acuta riflessione di Franco Petramala su Giorgio Napolitano reca, a mio avviso, una non trascurabile omissione!! riguarda la scomunica e l’espulsione dalla Russia di Solženicyn.

Domenica sera su “la 7”, nel corso del programma In Onda, Paolo Mieli ha sottolineato che il “fatto più sgradevole” addebitabile a Napolitano non è riconducibile ai fatti di Ungheria (siamo nel 56, Stalin è morto da poco) ma alla vicenda S Solženicyn (siamo nel 1974) su cui – riporto le parole di Mieli – “Napolitano mise un carico da 90 con l’articolo sull’Unità per i toni che usò” contro il dissidente sovietico.

Il Presidente Napolitano, nella sua qualità di Responsabile della Cultura del PCI, scrisse, infatti, testualmente sull’Unità del 20 febbraio 1974:

“E l’altra verità da ristabilire è quella relativa al punto cui era giunto il rapporto tra Solženicyn e Io Stato sovietico. Nessuno può negare che lo scrittore (come d’altronde si ammetteva tra le righe degli stessi articoli scritti nei giorni scorsi per esaltarlo) avesse finito per assumere un atteggiamento di «sfida» allo Stato sovietico e alle sue leggi, di totale contrapposizione, anche nella pratica, alle istituzioni, che egli non solo criticava ma si rifiutava ormai di riconoscere in qualsiasi modo. Non c’è dubbio che questo atteggiamento — al di là delle stesse tesi ideologiche e dei già aberranti giudizi politici di Solženicyn, avesse suscitato larghissima riprovazione nell'URSS.
Che questa ormai aperta, estrema «incompatibilità» sia stata sciolta dalle autorità sovietiche non con un’incriminazione di Solženicyn, ma con la sua espulsione, può essere considerato più o meno «positivo»; qualcuno può giudicarla obiettivamente, ……., la «soluzione migliore”.

Napolitano, con il suo scritto, rifiutò inoltre la contrapposizione tra “mondo comunista” e “mondo libero” e lamentò addirittura che la concentrazione monopolistica limitava nel nostro paese “l’esercizio della libertà di espressione”, definendo “farfugliamenti” le critiche della DC.

A differenza di quanto avvenne in Italia, la sinistra francese fu scossa dalla pubblicazione di “Arcipelago Gulag” che fece guarire molti esponenti della gauche dalla loro “arroganza intellettuale”.

 

Giuseppe Aloise