Gli orrendi delitti che passano per passionali sono di oggi come
di ieri. Una volta avevano la motivazione dell’onore ferito o di
altra volgare giustificazione e quindi le donne morivano
ammazzate o maltrattate persino senza punizione del reo.
Può essere forte il terrore di essere preso dalla forza della
bellezza fino a volerla distruggere. Spesso è proprio la
bellezza ad essere oggetto dell’atto più violento della sua
distruzione in una specie di vigile ipnosi, tuttavia in piena
coscienza perché sostenuta dall’ideologica; non si tollera,
perché goderla sarebbe di ostacolo al vivere una vita sordida e
superficiale; più impegnativo viverla accarezzando la dedizione
semplice e discreta anche se incompresi.
Ci si dovrebbe educare come alla religiosità che ha però il
vantaggio di essere fruita con la grazia. Al rispetto di tutte
le donne è chiamata la madre, ad educare il figlio a non
indulgere nella violenza ancestrale di genere che ha una lunga
lunghissima storia. Se il figlio pensi alla unicità della sua
stessa madre, è quest’ultima a doverglielo impedire.
La madre, non suggerendo la sua unicità rispetto a tutte le
altre donne, può confermare il suo essere donna per un percorso
di salvezza dalla perdizione.