La Pace e la identità dell’umanità - di Valeria Di Benedetto

il Fondino del 18 novembre 2023

La Pace e la identità dell’umanità

di Valeria Di Benedetto

Non me ne vogliano i lettori se con questo intervento sposto l'attenzione su un tema più generale, ma è essenziale ricordarci quanto pochi concetti e poche parole racchiudano spesso ciò che troppo facilmente dimentichiamo. Non voglio soffermarmi sulla guerra presa in considerazione dal punto di vista della disputa religiosa, né sulle questioni legate ad orgogli patriottici, sull'identità popolare e geografica dei popoli, né sulla gara ad accaparrarsi la "Terra Promessa".

Ultimamente, come ogni volta che le testate giornalistiche iniziano a "pubblicizzare" alcuni degli innumerevoli conflitti mondiali in atto, tutte le voci culturalmente più importanti si fanno celermente strada per condividere le loro posizioni ed i loro pensieri in merito. Personalmente assisto solo all'ennesima gara a "chi ne sa di più sul tema" rispetto agli altri, senza considerare il fatto che si tratta di una GUERRA e, come tale, vissuta da persone reali che muoiono quotidianamente in campo, contro la quale non servono più di tanto commenti di uomini seduti comodamente sulle proprie poltrone.

A parer mio credo che tutti i temi trattati siano ben lontani dalla mera verità: le guerre, qualunque esse siano, non sono generate dagli uomini singoli, dai singoli popoli, dalle singole religioni, bensì da rendiconti ed interessi molto più grandi, e gli uomini che vi partecipano in prima fila sono solo le pedine usate dalle potenze mondiali per arrivare ai loro scopi. Generare l'odio razziale o le dispute religiose e culturali serve solo ad avere marionette con fili più solidi da mettere in scena nel teatrino gestito dai governi mondiali.

Credo ancora vivamente nell'umanità che ci contraddistingue, credo nella ricerca della pace insita nell'uomo, credo nell'innaturalezza di far del male ai propri simili se non quando si è indottrinati a disumanizzarci. Non si tratta perciò di parlare di etnie e popoli, si tratta di parlare di GUERRA, di condannarla a prescindere, qualunque siano i soggetti, le terre e le religioni considerate. Abbiamo alle nostre spalle secoli di guerre, studiate e rielaborate con l'auspicio di non commettere più gli stessi errori. Forse un cambiamento deve avvenire anche nei singoli uomini, siano essi quelli che impugnano le armi o quelli che scrivono di guerre e ne commentano le cause.

Non è dal "pasticcio di Abramo" che è nata questa guerra, non da un errore umano, non da un cattivo esempio genitoriale avvenuto secoli fa, ma da come ogni singolo uomo dopo di lui non abbia saputo interiorizzare l'umanità e l'intelligenza che Dio (o la Natura) ci ha donato. Smettiamola perciò di ricercare le fonti di un conflitto che non ha tempo, smettiamola di condannare carnefici che non hanno parti, smettiamola di provare a capire la guerra che, in generale ed in assoluto, resta solo l'esempio della stupidità umana.

Valeria Di Benedetto