D’accordo, l’Omelia dell’Arcivescovo di Milano non è stata
occasione di riflessione politica e quindi rimaniamo nell’alveo
del consentito dalla occasione dei funerali.
Mi ha colpito il primo punto perché se invece di Berlusconi si
fosse trattato di Francesco d’Assisi o di Francesco di Paola,
perfino il senso ed il sentimento, sarebbero stati appropriati.
Ritengo tuttavia che il tono degli altri punti sia più
appropriatamente di carattere calvinista. Ma che importa tutto
ciò?Piuttosto, non vedo
scandalo o inappropriatezza nel linguaggio della Omelia
dell’Arcivescovo, successore di Montini, Martini, Tettamanzi,
Scola. Si entra oggi in un ascensore e molto spesso succede che
pigiamo un bottone qualunque per salire, non importa a quale
piano si fermerà. Succede in ogni dove, perché non dovrebbe
succedere anche nella Chiesa? Tuttavia una parolina è mancata,
Carità, proprio quella esposta sul saio di Francesco di Paola e
questo invece fa la differenza!