Elezioni Regionali di Lazio e della Lombardia. Stravince il
Destra Centro, o meglio Fratelli d’Italia e la Meloni. La
reazione dei vincenti continua a mostrarsi in sottotono.
Vota solamente un terzo degli elettori. Ancora un sottotono sia
dei vincenti che dei perdenti, felici di esserci , ma è
terremoto e quindi desolazione.
Diceva il Cardinal Martini “la vita è di chi la vive” e quelli
della sinistra ritengono che per essere in partita sia bastevole
prevalere nel numero dei calci d’angolo, tutti presi dal dilemma
proverbiale se il deodorante vada asperso prima o dopo la
doccia. Minacciando e sperando “…mo mo che…arriva Mariano da
Trani” come nel film di Monicelli, più simpatico certamente
dell’abusato “Aspettando Godot”.
Intanto tutto scorre fra l’avanspettacolino di SanRemo, con il
suo spreco di luci, e i “non preoccupatevi belli di mamma”, voi
Ucraini sotto le bombe dei Russi, voi sopravvissuti al terremoto
in Turchia e Siria che morite di stenti non soccorsi per ragion
di Stato.
Consideriamo chi svolge l’ingrato compito di governare un “Paese
senza”, in attesa costante degli “Ex”, a volte inutilmente a
volte cocciutamente speranzosi. Il Paese tarda ad entrare nella
storia moderna del contesto europeo e troppo evapora presto.
Niente più modello sanitario né politica industriale, né
politica culturale, né adeguamento del sistema giustizia né
politica scolastica; un Paese inscheletrito nel triste “che si
può fare?: niente”: beffarda risposta alle attese costate sangue
e sacrifici di chi ha combattuto per rendere di nuovo questo
Paese, dopo la seconda guerra mondiale, un luogo di genialità,
libertà e generosità, quasi sempre individuali, ma pur sempre di
valore per la civiltà umana.