Abramo, Isacco ed Ismaele - di Giuseppe Aloise

il Fondino del 11 novembre 2023

Abramo, Isacco ed Ismaele

di Giuseppe Aloise

Le riflessioni di Franco Petramala nel Fondino “L’Ebreo è Ebreo tre volte” del 10 novembre offrono spunti che incuriosiscono molto, meritando perciò approfondimenti.

Franco ha citato Abramo. Io ne colgo lo spunto e mi limito a riportare alcuni passi del libro della Genesi (16 e 21) ed in particolare ciò che disse l'Angelo del Signore alla schiava Agar: “Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha udito il tuo lamento. Egli sarà come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli”.

Agar l’Egiziana era la schiava di Abramo mentre Sara era la moglie che non era riuscita a concepire un figlio.

“Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.  Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato, Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.  Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

Quando Sara si accorse che il figlio di Agar l’Egiziana scherzava con il figlio Isacco si rivolse ad Abramo perché scacciasse la schiava con il figlio Ismaele.

La cosa dispiacque molto ad Abramo ma Dio lo invitò ad ascoltare le parole di Sara ed aggiunse: “ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.”

Abramo mandò via Agar ed il bambino che si smarrirono nel deserto. Dio udì i lamenti del fanciullo ed un angelo del cielo chiamò Agar e le disse: «Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.  Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione».

“ E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.”

Caro Franco, nelle vicende della Genesi c’è, forse, la metafora dei “popoli” che pur derivando da un’unica famiglia, per colpa dei genitori, non riescono a vivere assieme. Da Isacco prenderà nome una stirpe (l’ebraica), mentre da Ismaele una grande nazione (quella araba).

Giuseppe Aloise