Chi dice di no ……di Franco Petramala

il Fondino del 11 fedbbraio 2023

Chi dice di no ……

di Franco Petramala

Il Decentramento Differenziato va ragionato, tanto avverrà. Tutti i partiti l’hanno promosso o approvato. Chi dice il contrario dice il falso. La ragione della Autonomia Differenziata sta nella esigenza di territori che hanno realizzato, con successo, pratiche di sviluppo, a differenza di Regioni rimaste indietro. Il divario fra Nord e Sud è incontrovertibile. Sarà anche vero che il Sud abbia ricevuto dallo Stato meno del Nord ma si dovrebbe fare analisi spietata e veritiera sul come il Nord abbia utilizzato il ricevuto e su come il Sud lo abbia saputo utilizzare, se non addirittura, a volte sprecandolo. La dimostrazione sta nella capacità, per esempio, di alcuni territori pugliesi sulla via del pieno sviluppo e quanto siano stati incapaci altri territori dello stesso Sud.

È paradossale che mentre le disuguaglianze fra Nord e Sud restano, anzi sono in aumento, contemporaneamente il problema del Mezzogiorno diminuisce di importanza. Vent'anni e più di Cassa per il Mezzogiorno dimostrano come essa sia riuscita solamente a bloccare il divario, non creandosi però una classe imprenditoriale forte sovrapposta al ceto borghese. Sono sopravvissute solamente, fino al 2000, i poteri allocati nelle autonomie locali, per il prevalere delle opzioni sturziane, specialmente sugli interventi infrastrutturali, ma poi allo sbando a causa dei “decreti Bassanini”. 

Il problema del Mezzogiorno nasce allorché la Borghesia lancia la sfida della modernizzazione del Paese Unitario. All’epoca la borghesia del Nord è l’unica strutturata, prevalendo sulla cultura del latifondo, incapace di comprendere il cambiamento (il Gattopardo) ed assorbendo l’urto della domanda dei contadini del Sud con tentativi di riforme, nel secondo dopoguerra, ma poco redditizie, ed attutendola con l’emigrazione verso le stazioni industriali del Nord. Così la Borghesia del Nord destina quella del Sud alla funzione ancillare e di pura mediazione con i territori meridionali, divenuti destinatari dei messaggi consumistici.

Alla base del perpetuarsi del divario non furono scelte politiche dei Partiti: la nascente Borghesia del Sud perde subito il confronto con quella del Nord che temeva il consolidarsi della borghesia del Sud, pur in ritardo. Il corollario della annessione territoriale del Piemonte sarà la espansione degli ambiti produttivi del Nord. Deviante risulterà quindi la tesi gramsciana della alleanza dei contadini del Sud con gli operai del Nord per contrapporsi alla Borghesia.  

Oggi, la nuova Autonomia differenziata può essere una nuova opportunità se andrà in direzione della costruzione di una borghesia produttiva e non solamente nel rilascio di nuove risorse destinate ad aumentare l’offerta dei servizi di civiltà e contemporaneamente a soddisfare la voracità di parte di una classe dirigente parassitaria tipica del Mezzogiorno. La chiave di lettura della nuova sfida può essere una proposta di Autonomia a cui il Sud non può rinunciare, per riscoprire le opportunità della modernizzazione mancata, accelerando la formazione di una classe dirigente politica e istituzionale, anche privata, che si proponga un “Futuro altro”.

Protagoniste inevitabilmente le Regioni!!

 

Franco Petramala