Il Precariato ovvero.…di Franco Petramala

il Fondino del 04 maggio 2023

Il Precariato ovvero.…

di Franco Petramala

Conosco il Precariato per averlo combattuto assieme a politiche straccione e burocrazie nevrotiche. È certamente positivo ottenere un lavoro dopo anni e anni di disoccupazione o inoccupazione giovanile e non; ma il sistema del precariato piega il lavoratore alla dinamica della proroga o della espulsione, aumentandone la subalternità personale e sociale. Fior di studiosi lo definiscono la frontiera del nuovo sviluppo cui danno il dolce nome di “lavoro flessibile”. Ma un imprenditore o una Istituzione pubblica non sa che la capacità del lavoratore aumenta se approfondisce le sue esperienze applicative, specialmente nella società tecnologica? non sa che la produttività della azienda dipende dalla specializzazione dei suoi addetti e dalla loro serenità? Non sa che il valore del prodotto dipende molto dal sapere inserire il lavoratore nel processo produttivo, una volta selezionato per le mansioni offerte?

Dunque, perché il datore di lavoro accetta o finanche favorisce il precariato? Contratti a termine, Voucher, Lavori a progetto, ecc? Se ne deduce che la produttività non interessa più di tanto. Il successo non entra più negli orizzonti della azienda, privata o pubblica. Alla fine qualcuno ci penserà. Così si depriva il sistema di un principio liberale, con la conseguenza di un affidarsi ad un sistema dirigistico che prelude di fatto ad un regime neo comunistico di un “ritorno al futuro” senza la visione etica di quell’altro tramontato, dove gli Stati si orientano al puro sostegno economico “a debito”, in un contesto che impoverisce i più, oscurate le dottrine sociali solidaristiche, messe da parte da quelle “bugiarde” efficientistiche.

È questo depauperamento nelle relazioni sociali che impaurisce per lo sminuire il valore etico della responsabilità della impresa privata o dell’Ente pubblico, acquisibile solamente dalla stabilità del rapporto di lavoro.     

Franco Petramala