Mi raccontava Santino che in Inghilterra l’assistenza agli
anziani è affidata a personale, femminile o maschile che sia,
orientato ad una regola fondamentale: rapportare i ritmi della
azione degli addetti a quello degli ospiti, non viceversa.
Applicando il paradigma al mondo delle relazioni
Giovani-Anziani, all’anziano è necessario riconoscere la
missione di continuare per maggior tempo, pur con applicazioni
diverse, il mostrare al giovane la sua esperienza di saperi o di
sensibilità. Ai giovani il compito di apprezzare maggiormente il
valore di uno sguardo indietro, offerto appunto dall’anziano,
non ritenendolo una riduzione del loro spazio vitale.
Il riferimento non è certamente all’accompagnamento del piccolo
da parte del nonno: Il riferimento è invece al prolungamento
della vita attiva dell’anziano, probabilmente in lavori diversi,
che accompagni la generazione successiva, a prescinder dal tipo
di lavoro esercitato dall’uno o dall’altro.
Un comune impegno civile che, credo, risolverebbe qualche
problema sul tema !!
Agli specialisti la parola, poiché si invoca tanto la
produttività del pensionato e di tempo dilatato per il giovane
che deve entrare nel mondo del lavoro!