Il PD e le Anime Morte di Giuseppe Aloise

il Fondino del 28 ottobre 2022

 Il PD e le Anime Morte

di Giuseppe Aloise

 

Un attento notista politico che scrive su Repubblica- Edizione Napoli- ha osservato che il Partito democratico è “prigioniero di un narcisismo impotente”. Un gruppo dirigente ripiegato su stesso che si compiace del ruolo che svolge facendo finta che la sconfitta elettorale appartenga ad altri. Un partito, stranamente, distante dalla lotta alle diseguaglianze che invece dovrebbe essere la sua “bandiera identitaria”.

Il gruppo dirigente del Partito che appare in TV e le “figurine” che intervengono nel dibattito parlamentare richiamano alla memoria un capolavoro della letteratura russa: le anime morte di Gogol.

La rappresentazione di Gogol potrebbe essere utilizzata pari pari per rilevare in modo metaforico e fantastico l’essenza vera dei dirigenti di prima linea del PD.

Come chiamare questi “leader” (per fortuna non tutti – anzi si registrano lodevolissime presenze ma poco valorizzate) distanti dai problemi veri, ma sempre sorridenti e con le sembianze accuratamente levigate (solo Letta trasmette pathos e ricerca di un pensiero politico), se volessimo tentare un’allegoria del vuoto e del non essere?

Ci sorreggerebbe senz’altro il richiamo alle anime morte.

Presenze, queste, come le anime morte, vive solo ai fini fiscali.

Ci vorrebbe qualcosa capace di esprimere un gesto in grado di rivitalizzare il desolante paesaggio del PD, come quello della Russia descritta da Gogol.

Il Congresso non potrebbe affrontare il problema e decidere di ipotecare queste anime morte e con il ricavato comprare anime vive?

Ma si nutrono seri dubbi che ciò possa accadere. Ma è lecito sperare!

Giuseppe Aloise