Non ci si spiega la plebiscitaria astensione dal voto che da
tempo angustia il sistema democratico italiano e fino alle
amministrative recenti. Invece si spiega, si spiega!: l’elettore
è come se soffiasse a sé stesso: “male elezioni sono affar
loro”.
Mastella a Benevento rivince praticamente in formato civico e
propone di riacquisire il Centro come il luogo migliore della
politica. Peccato riproponga lo schema della Federazione,:
ennesimo omaggio al sistema attuale: federando ciò che è diviso,
diviso rimarrà, solamente si riconoscerebbe solennità ad
alleanze, a patti di belligeranza o di non belligeranza fra i
Capi; brutta espressione che richiama le attribuzioni delle
partizioni del potere, quelle dannate, luogo comune di suprema e
pregiudiziale stimma di violenza..
Mieli sostiene che il Paese ha fame di politica ? Vogliamo
condividere? ma la politica non è forse esposizione di opinioni
e soprattutto di identità in vista di un progetto di sviluppo
della comunità intera? Allora, non c’è che da affermare la
necessità del contesto di
sistemi elettorali proporzionali poiché gli altri sistemi
hanno fallito anche sul tema della stabilità dei governi.
Si favorirebbero così
aggregazioni, non di persone o di interessi specifici o
malinconicamente territoriali, ma di idealità culture e scelte,
condizione per alimentare le pulsioni e le dignità delle
comunità. I democratici
non trasferiscono le loro prerogative ad alcuno e non le
simulano, le testimoniano semmai, la democrazia vivendo bene
alla luce, affrontando le sfide dei tempi nuovi.