L’antico gioco consisteva nell’occupare una postazione libera,
non perdendo la propria: 4 giocatori si disponevano ai quattro
angoli del quadrato, più uno al centro.
Nel mondo politico di oggi tutti, chi più chi meno, dai quattro
angoli vorrebbero conquistare il centro. Il precedente è quello
della Prima Repubblica, altri tempi ed altri equilibri. C’è,
tuttavia, che quello scenario era stato determinato, nel
dopoguerra, dalla valorizzazione delle culture diverse
riflettute in oltre 50 anni di successive consultazioni
elettorali con il sistema elettorale proporzionale.
All’origine della progressiva decadenza e non funzionamento del
Paese e della non partecipazione dei cittadini c’è l’abolizione
del sistema proporzionale “puro” (oggi magari con collegi
uninominali o plurinominali e con sbarramento); motivo che ha
creato il pasticciaccio,
residuando solamente il gioco dei così detti partiti più o meno
personali che praticano il gioco dei “Quattro Cantoni” con le
conseguenze visibili: un Paese diviso con un Centro Nord alla
ricerca di recuperi di identità e di sviluppo al di là delle
burocrazie e un Sud ( Calabria in primis ) in genere
attanagliato dal sistema di baronie politico-clientelari, spesso
dirette impunemente da “gente” assurta nel tempo a onnipotenti
decisori politici, garantiti da un sistema di controlli
democratici, coinvolto!!
I “partiti” nazionali se ne disinteressano ed
“entrambi gli schieramenti sembra che neppure si accorgano di come
stanno le cose e voltino la testa dall’altra parte, non dicano
una parola”, come scrive Galli della Loggia sul Corriere della
Sera di oggi“
Chissà che quel sistema proporzionale non possa essere una
condizione per un risveglio del Paese e del Sud !!