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il Fondino del 08 Dicembre 2021
Un Neo-Comunismo?
di Franco Petramala
“Dicono ancora che la povertà
grande fa gli uomini vili, astuti, ladri, insidiosi, fuorasciti,
bugiardi, testimoni falsi; e le ricchezze insolenti, superbi,
ignoranti, traditori, disamorati, presumitori di quel che non
sanno. Però la communità tutti li fa ricchi e poveri: ricchi,
ch'ogni cosa hanno e possedono; poveri, perché non s'attaccano a
servire alle cose, ma ogni cosa serve a loro”.***
Fra le ideologie non democratiche il comunismo è quella che
predispone l’immaginario collettivo verso i bisogni primari.
Odiernamente è in evidenza il
soccorso alla
popolazione in crisi, in crisi l’economia, in crisi lo
star il meglio
possibile riferito ai
servizi sanitari e delle condizioni ambientali. La Democrazia sembra non fascinare oltre, come se il “troppo pieno”
impedisse di ricevere anzi non contenesse più.
Gli Stati si orientano al sostegno economico. Così per il
sostegno alle arti liberali ed ai mestieri in crisi. Lievita il
disagio economico e stenta a misurarsi il disagio esistenziale.
L’impoverimento è come se spingesse verso una forma di
comunismo, oscurato lo spirito delle dottrine sociali cristiane,
fra una economia asfittica, la minaccia serissima di una terra
in disarmo ecologico, le minacce delle pandemie, il costume
della sopraffazione persistente nelle piccole comunità come
nelle maggiori.
Pare che la Cina sia in grado di salvaguardare le vitalità della
sua originale struttura comunistica, protagonista di uno
sviluppo premeditato
più che di uno pianificato. Il che non consente di prevedere il
futuro della sua singolarità.
Franco Petramala
*** Tommaso Campanella
La Città del Sole