Ma dove è la mia casa e la
casa di chiunque altro? E la casa di Seid Visin morto suicida?
Per i bambini è spesso sotto il tavolo della cucina armando e
disarmando piccole pentole; Ai primi viaggi fuori dal paese era
nel deserto, io ospite di una tenda berbera, inseguito dalla
profondità del silenzio e dall’odore pungente dell’aria.
La mia casa era sotto una
barca a secco, a ragionare di nulla con il mio amico sfortunato
con il quale dividevo qualcosa da mangiare. Il furore di alcuni
studi storici che avevo fatti male mi appassionava così che la
stanza dove scoprivo le passioni degli uomini e alle quali mi
sembrava partecipassi, era la mia casa.
La mia casa era il giardino
di una casa popolare dove di domenica parlavo con una cuginetta
coetanea; e ogni tanto tentavo di catturare una di quelle
farfalline bianche picchiettate che si spostavano repentinamente.
Per Seid Visin non era così, voleva vivere in una sola casa ed
in serenità credendo nella vita buona con un lavoro e la
passione per il calcio. Era bello questo ma a qualcuno sembrava
spropositato ne potesse godere un ragazzo di pelle nera.
Disperato disprezzato ed emarginato, lo abbiamo indotto a
rinunciare alla vita.