La politica ha
una caratteristica: le scelte sono sostenute dalle
esigenze , ben evidenti
ed ineludibili, diffuse ed attuali in regime democratico o
palesemente validate dalla volontà di sintesi del capo nei
regimi non democratici.
Non sempre ciò
che è giusto ha successo per mancanza di coraggio o attitudine,
divenendo invece possibile per mutamento degli interpreti.
Catilina, Cassio e Bruto perseguivano lo stesso obiettivo ma
solo ai secondi riuscì un risultato. Sulla validità delle due
iniziative “freedom from” in
favore del popolo romano, il dibattito è ancora aperto, mentre
vogliamo dichiararci indenni da tentazioni di parallelismo fuori
luogo !
Lo stesso Romano
Prodi, commentando la manovra del Governo, sostiene sul
Messaggero di oggi che “riguardo al reddito di cittadinanza non
è possibile non condividere l’obiettivo di diminuire le
disparità che si sono create in Italiae che hanno paurosamente allargato il numero dei poveri”.
Il sussidio sarà
erogato a coloro che sono in stato di povertà ed ai giovani
disoccupati, ma tuttavia non siamo in presenza dei provvedimenti
attuativi: tutti non potranno rifiutare di andare a lavorare
alla terza offerta da parte dei Centri per l’Impiego, da
riorganizzare anche nell’organico e negli strumenti di lavoro !
La conseguenza
prevedibile è che, essendo i poveri e i giovani disoccupati
allocati al Sud in misura prevalente ed esorbitante, è qui che
si concentrerà, la provvidenza; nel frattempo, ancorchè in
carenza di riorganizzazione e di attività dei Centri per
l’impiego, il sussidio dovrà essere erogato.
Molti giovani
rimarranno al Sud ma quelli che vorranno trovare un “vero”
lavoro dovranno continuare a spostarsi al Nord o all’estero. Il
Nord si arricchirà dell’apporto dei nuovi giovani lavoratori,
peresempio, e sul
Sud graverà il “non sviluppo” perché ancora una volta esso è
stato disatteso dalle necessarie contemporanee politiche di
sviluppo.
In Calabria, per
esempio, c’è il bacino del lavoro precario dopo 20 anni e più,
LSU edLPU non
stabilizzati,
tirocinanti e migliaia di altri lavoratori utili, ma poco
retribuiti presso Enti locali. Tutto in un totale clima di
incertezza sulla scarsa occupazione esistente che chissà ci sarà
anche domani !!
Allo spirare del
periodo di validità delle provvidenze del reddito di
cittadinanza non è ragionevole prevedere una richiesta di
proroga? Certamente !!, in carenza di politiche del lavoro
sostenute dagli elementi del mercato.
Dunque è
sacrosanto l’intervento sulla condizione di povertà e
disoccupazione diffusa. Tuttavia, e ciò non interessa alla
politica dell’oggi, si verificherà una concentrazione di
cittadini che saranno soggetti alla volontà della politica di
conceder loro la vita e di prorogarla!! Problema degli anni
prossimi!! Cosa si vuole che sia!!
Abbiamo una
certa esperienza di situazioni similari, laddove ad ogni
scadenza i lavoratori erano obbligati a chiedere con la mano
stesa il rinnovo del lavoro precario, con ciò creandosi una
sudditanza personale e quindi elettorale al potente di turno.
L’esito sulla
qualità della vita sociale e delle libertà civili sono
osservabili.
La povertà ha la
forza terribile di massificare il bisogno, sicchè alle nuove
masse si potrebbe aprire un regime futuribile, non sappiamo da
chi gestito, o da chi si proporrà alla sua gestione, che
comunque avrà manovra facile per occupare una vasta area di
consenso.