Scommettiamo che… di Franco Petramala

il Fondino del 29 Settembre 2018

Scommettiamo che…

La politica ha una caratteristica: le scelte sono sostenute dalle  esigenze , ben evidenti ed ineludibili, diffuse ed attuali in regime democratico o palesemente validate dalla volontà di sintesi del capo nei regimi non democratici.

Non sempre ciò che è giusto ha successo per mancanza di coraggio o attitudine, divenendo invece possibile per mutamento degli interpreti. Catilina, Cassio e Bruto perseguivano lo stesso obiettivo ma solo ai secondi riuscì un risultato. Sulla validità delle due iniziative “freedom from”  in favore del popolo romano, il dibattito è ancora aperto, mentre vogliamo dichiararci indenni da tentazioni di parallelismo fuori luogo !

Lo stesso Romano Prodi, commentando la manovra del Governo, sostiene sul Messaggero di oggi che “riguardo al reddito di cittadinanza non è possibile non condividere l’obiettivo di diminuire le disparità che si sono create in Italia  e che hanno paurosamente allargato il numero dei poveri”.

Il sussidio sarà erogato a coloro che sono in stato di povertà ed ai giovani disoccupati, ma tuttavia non siamo in presenza dei provvedimenti attuativi: tutti non potranno rifiutare di andare a lavorare alla terza offerta da parte dei Centri per l’Impiego, da riorganizzare anche nell’organico e negli strumenti di lavoro !

La conseguenza prevedibile è che, essendo i poveri e i giovani disoccupati allocati al Sud in misura prevalente ed esorbitante, è qui che si concentrerà, la provvidenza; nel frattempo, ancorchè in carenza di riorganizzazione e di attività dei Centri per l’impiego, il sussidio dovrà essere erogato.

Molti giovani rimarranno al Sud ma quelli che vorranno trovare un “vero” lavoro dovranno continuare a spostarsi al Nord o all’estero. Il Nord si arricchirà dell’apporto dei nuovi giovani lavoratori, per  esempio, e sul Sud graverà il “non sviluppo” perché ancora una volta esso è stato disatteso dalle necessarie contemporanee politiche di sviluppo.

In Calabria, per esempio, c’è il bacino del lavoro precario dopo 20 anni e più, LSU ed  LPU non stabilizzati,  tirocinanti e migliaia di altri lavoratori utili, ma poco retribuiti presso Enti locali. Tutto in un totale clima di incertezza sulla scarsa occupazione esistente che chissà ci sarà anche domani !!

Allo spirare del periodo di validità delle provvidenze del reddito di cittadinanza non è ragionevole prevedere una richiesta di proroga? Certamente !!, in carenza di politiche del lavoro sostenute dagli elementi del mercato.

Dunque è sacrosanto l’intervento sulla condizione di povertà e disoccupazione diffusa. Tuttavia, e ciò non interessa alla politica dell’oggi, si verificherà una concentrazione di cittadini che saranno soggetti alla volontà della politica di conceder loro la vita e di prorogarla!! Problema degli anni prossimi!! Cosa si vuole che sia!!

Abbiamo una certa esperienza di situazioni similari, laddove ad ogni scadenza i lavoratori erano obbligati a chiedere con la mano stesa il rinnovo del lavoro precario, con ciò creandosi una sudditanza personale e quindi elettorale al potente di turno.

L’esito sulla qualità della vita sociale e delle libertà civili sono osservabili.

La povertà ha la forza terribile di massificare il bisogno, sicchè alle nuove masse si potrebbe aprire un regime futuribile, non sappiamo da chi gestito, o da chi si proporrà alla sua gestione, che comunque avrà manovra facile per occupare una vasta area di consenso.     

 

Franco Petramala