Olocausto Africano di Franco Petramala

il Fondino del 02 Settembre 2018

Olocausto Africano

Prima verità. L’Italia è razzista o alcune volte è razzista o in alcune occasioni ha avuto la tentazione di esserlo? Mai ! non siamo razzisti ed in coro ripetiamo “non siamo razzisti”

Abbiamo organizzato ogni anno centinaia e centinaia di manifestazioni per gridare la vergogna dell’Olocausto degli ebrei ed abbiamo mille volte giurato, mai più le nefandezze naziste, mai più l’orrore della persecuzione, l’annientamento, il disonore delle sofferenze inflitte al popolo ebraico. Dappertutto evidenti i simboli della nostra partecipazione al dolore per le atrocità contro gli ebrei. Ed anche quando la lotta armata e non armata con i palestinesi lasci qualche traccia di responsabilità degli israeliani, si prende partito per questi ultimi in ragione delle sofferenze patite.

Seconda verità. Quanti africani sono stati deportati in Europa, nelle Americhe in Arabia e in Asia?

Si calcola attorno a 50 milioni. Quanti di loro sono morti nel viaggio sulle rotte dei negrieri?  Circa il 20 per cento degli schiavi deportati, si badi con una popolazione mondiale inferiore ai due terzi di quella attuale.

Quanti morti di fatica e di stenti sul luogo della schiavitù ? Non conosciamo !!.

Molti Africani vendevano gli Africani agli Europei e finanche Bartolomeo de Las Casas Vescovo in Chapas nella seconda metà del  1500, rivendicava l’anima agli Amerindi ma nulla sosteneva  in favore dei neri chè anzi dovevano essi sostituire gli indios non schiavizzabili, pur se pare in seguito rivedesse questa tesi….discriminatoria. 

Terza verità Avete mai visto un monumento o una stele, o un museo o un circolo culturale o una istituzione, o almeno una manifestazione partecipata dal popolo italiano intestata alla pietà ed al senso di colpa che quelle atrocità suggerirebbero, o semplicemente evocativa del genocidio degli africani ?

Ognuno può rispondersi in coscienza e tuttavia si può sempre dire, che c’entra? Loro sono negri..

Sartre sosteneva: l’ebreo è ebreo tre volte, è ebreo perché lo chiami ebreo, è ebreo perché si comporta da ebreo, è ebreo perché è ebreo. Nel caso dei neri non è necessario chiamarli neri né è indispensabile notare se si comportano da negri; sono neri e questo basta.

Nel caso dell’ebreo non lo distinguiamo se lo si incontra per strada, nel caso del nero lo distingui certamente dal colore della pelle dagli occhi lucidi e umidi, dal fare timido e circospetto.

Quando confesseremo che il nero è negro, allora ci accorgeremo che siamo razzisti.

Orsù non pensiamo a queste cose, abbiamo fatto imprese coloniali in Somalia ed in Eritrea e in tutto il Tigrai sfidando quella gente con i nostri fucili contro le loro zagaglie, cosa volete che sia, oggi,  una detenzione in Libia in un campo degli orrori, in un lager costruito apposta per loro, giusto per non farci vedere le atrocità. Dovessero darci fastidio !!  Non esageriamo sono negri !!

Ciò che è francamente indecente è che in Europa si giochi alla politica sulle loro sofferenze…., è indecente anche seguitare a non far sapere ai giovani tutto ciò che nei secoli è avvenuto, facendoli riflettere sulla violenza, inumanità e ferocia nei confronti degli Africani, di cui siamo stati capaci.

Franco Petramala