Il PdL crolla, il Centro paga le
sue scelte a volte equivoche a volte esitanti, come quel bambino
che non sapeva se affidarsi alla fatina tutta ben vestita e
graziosa e compagna di scuola o al burbero simpatico monello di
strada. Spesso ispirati dal detto di San Filippo Neri: “ragazzi
state buoni se potete”.
Sveliamo qualche piccolo mistero. Più di un osservatore della
politica italiana aveva pronosticato che il dopo Monti sarebbe
stato durissimo per l’establishment dei partiti italiani.
Ed il dopo Monti è iniziato. Questo signore, che sembra giunto
da una delle isole visitate da Gulliver, si è insediato a
Palazzo Chigi avendo il mandato di riportare i conti pubblici in
ordine e farli rientrare nella logica delle regole europee,
violate ripetutamente senza che si ponesse il dirimente tema
della pochezza di quella politica europea, di cui pensionati e
lavoratori, commercianti e professionisti, le istituzioni
stesse, pagano le conseguenze disastrose, fino ai suicidi delle
persone che vivono la crisi come dramma, imprevisti eroi del
nostro tempo.
Corollario del mandato al governo del
Prof Monti era ed è
quello di realizzare “una Cosa” perportare avanti la legislatura e dare al governo Monti la
copertura della fiducia parlamentare indispensabile
formalmente per la
legittimazione della azione del Governo; il quale Governo
infatti, da senza maggioranza che era all’inizio, con il mandato
del Presidente della Repubblica, se ne è ritrovata una
addirittura dell’80 % del Parlamento e, ad addendum con facoltà
di porre la fiducia quando lo ritenga necessario.
Insomma se Monti è una creatura nuova, creata in provetta
piuttosto che in un laboratorio di cibernetica non importa, essa
si nutre di chi lo ha generato.
Fra tutti gli altri mostri del repertorio dell’Italia degli
ultimi anni, Italia nell’Europa, di cui ogni tanto è giusto
sottolineare il disprezzo, c’è anche la nascita di questa cosa
così strana da non essere paragonabile a nulla.
Il governo Monti ha una assomiglianza lontana, molto lontana,
della Cosa che d’Alema aveva cercato invano nel passato per
ridistribuire valenze politiche al suo partito ed al sistema dei
partiti.
Ma no ci allontaniamo dal tema: Come in un mito che evochi un
episodio di nemesi, le prime vittime del collasso è chi era in
prima fila allorchè Monti venne in luce.
Il PdL, e perché il PdL ? perché il Pdl ha scontato la colpa di
essere stata la causa della nascitadel mostro meccanico, visto che aveva sgovernato,
portando spesso a recitare in mimi e marionette disarticolate
anzicchè attori veri capaci di acuti tenorili. I quali
protagonisti erano impegnati nelle battute ridanciane invece che
nell’austero sciorinarsi delle parole magiche del grande teatro
dei drammi dell’uomo contemporaneo, come sarebbe stato in tono
ed opportuno..
I risultati dicono poi che il PD ha mantenuto la sua consistenza
corporea e quindi la sua identità.
La copertura che gli ha dato il PDL ha contribuito non poco a
salvaguardare la consistenza corporea del PD e basta rilevare i
buoni risultati ottenuti, sulla identità continuano i dubbi; se
non si sciolgono i dubbi e i pasticci e subito, sul punto della
identità politica, la vittima prossima futura del mostro
meccanico, sarà il PD.
E la cosa ha la sua gravità perché la liquefazione del PdL non
influisce sulla capacità degli interessi che questo partito
rappresenta di proporsi ad altre formazioni che magari oggi
ancora non ci sono, e perché? Perché sono interessi forti e
consolidati, garantiti da una cultura conservatrice
tranquillizzante per tutte le forse retrive e pigre del Paese
La inerzia del PD influirebbe invece sulla vitalità della fascia
sociale estesa che rappresenta il PD e la sinistra in generale,
davanti fra l’altro ad una debolezza espressa del Sindacato ,
anche quando sembra che la CGIL voglia reagire, ma…..!!!
Quindi è il PD a dovere far le cose perbene riflettendo sulla
propria natura ed avendo il coraggio di essere protagonista
della storia , altrimenti meglio che si divida almeno in due
aree ed insieme alle altre dell’attuale centro sinistra,
componga un articolato soggetto plurimo convergano nel soggetto
unico della maggioranza di governo.
E poiché siamo sempre il paese dei diecimila campanili, dovremmo
smetterla con la presentazione unitaria di due poli, speciosa e
insignificante rappresentazione di solidità che non ha ragion
d’essere in un paese che da sempre ha fondato le sue fortune sui
localismi.
Poiché, guai a dimenticare o sottacere, l‘astuzia della storia,
nessuno si illuda che esorcizzando i dati del risultati
elettorali con la esplosione del Movimento Cinque Stelle, e con
la liquidazione del centro destra, insisto del centro destra, si
possa ritenere che non vi saranno alla prossima occasione danni
serissimi anche al PD, resistendo l’effetto Monti.