Alfano
il Fondino del 08 Maggio 2012

Il PdL crolla, il Centro paga le sue scelte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il PdL crolla, il Centro paga le sue scelte a volte equivoche a volte esitanti, come quel bambino che non sapeva se affidarsi alla fatina tutta ben vestita e graziosa e compagna di scuola o al burbero simpatico monello di strada. Spesso ispirati dal detto di San Filippo Neri: “ragazzi state buoni se potete”.

Sveliamo qualche piccolo mistero. Più di un osservatore della politica italiana aveva pronosticato che il dopo Monti sarebbe stato durissimo per l’establishment dei partiti italiani.

Ed il dopo Monti è iniziato. Questo signore, che sembra giunto da una delle isole visitate da Gulliver, si è insediato a Palazzo Chigi avendo il mandato di riportare i conti pubblici in ordine e farli rientrare nella logica delle regole europee, violate ripetutamente senza che si ponesse il dirimente tema della pochezza di quella politica europea, di cui pensionati e lavoratori, commercianti e professionisti, le istituzioni stesse, pagano le conseguenze disastrose, fino ai suicidi delle persone che vivono la crisi come dramma, imprevisti eroi del nostro tempo.

Corollario del mandato al governo del  Prof Monti era ed è quello di realizzare “una Cosa” per  portare avanti la legislatura e dare al governo Monti la copertura della fiducia parlamentare indispensabile  formalmente per la legittimazione della azione del Governo; il quale Governo infatti, da senza maggioranza che era all’inizio, con il mandato del Presidente della Repubblica, se ne è ritrovata una addirittura dell’80 % del Parlamento e, ad addendum con facoltà di porre la fiducia quando lo ritenga necessario.

Insomma se Monti è una creatura nuova, creata in provetta piuttosto che in un laboratorio di cibernetica non importa, essa si nutre di chi lo ha generato.

Fra tutti gli altri mostri del repertorio dell’Italia degli ultimi anni, Italia nell’Europa, di cui ogni tanto è giusto sottolineare il disprezzo, c’è anche la nascita di questa cosa così strana da non essere paragonabile a nulla.

Il governo Monti ha una assomiglianza lontana, molto lontana, della Cosa che d’Alema aveva cercato invano nel passato per ridistribuire valenze politiche al suo partito ed al sistema dei partiti.

Ma no ci allontaniamo dal tema: Come in un mito che evochi un episodio di nemesi, le prime vittime del collasso è chi era in prima fila allorchè Monti venne in luce.

Il PdL, e perché il PdL ? perché il Pdl ha scontato la colpa di essere stata la causa della nascita  del mostro meccanico, visto che aveva sgovernato, portando spesso a recitare in mimi e marionette disarticolate anzicchè attori veri capaci di acuti tenorili. I quali protagonisti erano impegnati nelle battute ridanciane invece che nell’austero sciorinarsi delle parole magiche del grande teatro dei drammi dell’uomo contemporaneo, come sarebbe stato in tono ed opportuno..

I risultati dicono poi che il PD ha mantenuto la sua consistenza corporea e quindi la sua identità.

La copertura che gli ha dato il PDL ha contribuito non poco a salvaguardare la consistenza corporea del PD e basta rilevare i buoni risultati ottenuti, sulla identità continuano i dubbi; se non si sciolgono i dubbi e i pasticci e subito, sul punto della identità politica, la vittima prossima futura del mostro meccanico, sarà il PD.

E la cosa ha la sua gravità perché la liquefazione del PdL non influisce sulla capacità degli interessi che questo partito rappresenta di proporsi ad altre formazioni che magari oggi ancora non ci sono, e perché? Perché sono interessi forti e consolidati, garantiti da una cultura conservatrice tranquillizzante per tutte le forse retrive e pigre del Paese

La inerzia del PD influirebbe invece sulla vitalità della fascia sociale estesa che rappresenta il PD e la sinistra in generale, davanti fra l’altro ad una debolezza espressa del Sindacato , anche quando sembra che la CGIL voglia reagire, ma…..!!!

Quindi è il PD a dovere far le cose perbene riflettendo sulla propria natura ed avendo il coraggio di essere protagonista della storia , altrimenti meglio che si divida almeno in due aree ed insieme alle altre dell’attuale centro sinistra, componga un articolato soggetto plurimo convergano nel soggetto unico della maggioranza di governo.

E poiché siamo sempre il paese dei diecimila campanili, dovremmo smetterla con la presentazione unitaria di due poli, speciosa e insignificante rappresentazione di solidità che non ha ragion d’essere in un paese che da sempre ha fondato le sue fortune sui localismi.

Poiché, guai a dimenticare o sottacere, l‘astuzia della storia, nessuno si illuda che esorcizzando i dati del risultati elettorali con la esplosione del Movimento Cinque Stelle, e con la liquidazione del centro destra, insisto del centro destra, si possa ritenere che non vi saranno alla prossima occasione danni serissimi anche al PD, resistendo l’effetto Monti.