Sindaco

SULLE TRACCE DEL PARTIGIANO “VITTO”

IL SINDACO DI VERBICARO, FELICE SPINGOLA, IN VAL DI TARO HA VISITATO I LUOGHI DOVE VISSE E FU TRUCIDATO DAI NAZIFASCISTI ERRICO VINCENZO DI VERBICARO

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Il sindaco Felice Spingola ricostruisce così i fatti che portarono alla morte del partigiano Errico Vincenzo di Verbicaro dopo la sua visita a Borgo Val di Taro nel cui sacrario sono custoditi i resti di Vincenzo insieme ai partigiani e civili periti durante la guerra di liberazione.

“La Val di Taro, nella Provincia di Parma, fu teatro di feroci azioni da parte dei nazifascisti anche perché in questa valle fu decretato il primo territorio libero d’Italia già nel 1944 con la costituzione di un Comando Unico della Resistenza, la nomina di prefetti, amministratori comunali, la stampa di un giornale – “La Nuova Italia”-, l’organizzazione di servizi per le popolazioni locali.

In  Val Taro combatterono a fianco dei partigiani della valle numerosi meridionali che, dopo l’otto settembre, preferirono unirsi alla bande partigiane piuttosto che aderire alla repubblica fascista di Salò; tra questi ci fu alche il giovane Errico Vincenzo di Verbicaro che prese il nome di battaglia “Vitto”.vitto

Vincenzo cadde in una battaglia citata in tutti i libri che ricostruiscono la lotta dei partigiani per la liberta del nostro Paese.
I fatti, che ancora necessitano di ulteriori ricerche per essere bene ricostruiti, si svolsero tra il passo del Bretello, alta Lunigiana, e il Comune di Borgo Val di Taro.

Nel mese di luglio del 1944 i tedeschi e i fascisti provenivano dalla Liguria verso la Val Taro per riprendere il controllo della stazione di Borgotaro (era questo il nome dato in epoca fascista al Comune di Borgo Vale di Taro) luogo strategico  per l’esercito tedesco necessario  sia per i rifornimenti provenienti dalla Germania, sia come via di fuga.

I partigiani sono a conoscenza delle operazioni tedesche e che una colonna di nazifascisti proveniente  dalla Liguria sta salendo verso il passo del Bretello dove il raggruppamento di “Vitto” – inquadrato nella prima Brigata partigiana Iulia, è di stanza. Il loro comandante ???? chiede a due dei partigiani presenti di offrirsi per scendere a casa Guelfo, una abitazione posta a 1 km circa più a valle verso il versante ligure per raccogliere informazioni e recuperare della “pattona” una sorta di zuppa di farine di castagno.

Sindaco1Si offrono volontari Vincenzo e il suo migliore amico Luigi Bozzia – nome di battaglia “Guelfo”-: sono i più giovani hanno rispettivamente 22 e 19 anni. Guelfo è di Borgotaro.

E’ notte fonda e scendono il pendio raggiungendo casa Guelfo.

Guelfo dice a  Vitto: - Tu rimani  a guardia fuori che vado io a bussare che so parlare il dialetto.

Quando Guelfo entra nell’abitazione la proprietaria lo implora di uscire poiché ci sono tutto intorno i tedeschi e se lo trovano dentro gli bruciano la casa.

Guelfo esce per andarsi a nascondere nell’orto vicino all’abitazione – qui le ricostruzioni sono ancora da verificare – e si scontra con i tedeschi e i fascisti. Catturato viene seviziato a colpi di baionetta e per finirlo gli tagliano la testa.

Vitto si è asserragliato in un casolare vicino e qui sostiene un combattimento sino a quando non gli finiscono le munizioni dopodiché si arrende.

Fatto prigioniero i nazifascisti lo portono con se lungo il sentiero di montagna che dal passo del Bretello scende verso Borgataro.

I partigiani che presidiavano il passo, uditi gli spari, decisero di ripiegare verso Borgotaro per organizzare  l’agguato alle forze nazifasciste. La battaglia avviene in contrada Grifola poco distante dal centro dell’abitato.
Tomba
Qui Vitto viene giustiziato con un colpo alla tempia dai nazifascisti mentre tutto intorno infuria la battaglia. Il suo corpo verrà recuperato dai partigiani e dal padre di Luigi Bozzia detto Tirolo, poiché proveniva dal Trentino e parlava tedesco, che costruisce per lui una cassa alla meno peggio. I partigiani e Tirolo non hanno notizie di Guelfo e continuano le ricerche. Solo 23 giorni dopo arriva a Tirolo, padre di Guelfo, la tragica notizia che il figlio è stato trucidato e decapitato con l’indicazione di dove recuperarlo. I resti del corpo del povero Luigi vengono recuperati dal padre che li seppellisci a fianco ai resti di Vincenzo perché ripeterà sempre: - Sono i miei figlioli.

Guelfo e Vitto resteranno sempre vicini anche dopo il solenne funerale che i partigiani delle valli celebreranno in loro onore traslando le salme nel sacrario costruito, dopo la fine della guerra, dai partigiani nel cimitero del Comune di Borgo Val di Taro.

Qui tutti giorni, per tutta la sua vita, la madre di Guelfo, ????, porterà un garofano rosso e prima di morire lascia lo stesso compito alla figlia.

Giorno 28 mattina, quando mi sono recato  nel sacrario accompagnato da uno dei compagni di Vitto il sig.re Ludovico Stefani, e da una delle sorelle di Luigi, Maria, vi erano solo due fiori freschi; erano due garofani rossi uno davanti al loculo di Vitto e l’altro davanti a quello di Guelfo.

Ho ringraziato Maria e la sua famiglia per l’affetto riservato in vita e dopo al nostro Vitto.”

FioriIn occasione della visita, durata tre giorni, lunedì 30 aprile si è svolta una cerimonia presso il sacrario alla presenza del sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi, alle associazioni partigiane – Apl, ANPI, APC – e a numerosi cittadini.

Dopo la cerimonia al sacrario si è svolto un incontro, denso di emozioni, durante il quale è stata ricordata la figura di Vitto e si sono esplicitati i valori fondanti della nostra democrazia che trovano fondamento negli ideali di libertà e giustizia per i quali numerosi giovani combatterono e molti sacrificarono le loro giovani vite.

Gli interventi di Sergio Gigliotti, vicepresidente dell’APC –Associazione Partigiani Cristiani – e quello del compagno di Vitto, Ludovico Stefanini, hanno generato forti emozioni tra i presenti sottolineando quanto importante sia non dimenticare i valori di libertà e giustizia per i quali i partigiani hanno combattuto.

Il sindaco di Verbicaro Felice Spingola e Diego Rossi, Sindaco di Borgo Val di Taro, insieme alle associazioni partigiane presenti si sono date appuntamento a Verbicaro l’8 luglio prossimo, anniversario della morte di Vitto e Guelfo, per ricordarne ed onorarne la memoria insieme a tutte le vittime della guerra partigiana, ma anche per individuare percorsi comuni per tenere vivi i valori fondanti la resistenza.”

Dal COMUNICATO STAMPA DEL 1.05.2012